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Letteratura classica


Tolkien: un mito per l'Inghilterra

Scritto da: Pamela Gori

Sebbene nel secolo scorso la letteratura fantastica sia arrivata al grado più elevato con opere di primo livello - La storia Infinita di Ende o i romanzi e racconti di terrore puro di Lovecraft -, pochi titoli possono togliere la supremazia a Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien.
Il meraviglioso romanzo di Tolkien spunta come la cima di una montagna solitaria di fronte al quale pochi resistono alla comparazione, sebbene sia pieno di tradizioni leggendarie e abbia ispirato racconti letterari e cinematografici.
Per fare un esempio, potremmo sottolineare la percepibile influenza de Il signore degli anelli nel cinema di scienza-finzione e fantasia degli ultimi anni: Guerre Stellari per l'appunto. Oltre alla "parentela" tra i personaggi (es. Obi One-Gandalf), si possono osservare delle dicotomie un pò manichee (bene-male, luce-oscurità) ma soprattutto si fa riferimento alla dualità della Forza che viene impiegata tanto a fin di bene quanto per attrarre il male, ricordando molto i poteri dell'anello che possiede una dualità molto simile.
L'opera di Tolkien è stata un punto di riferimento per milioni di lettori. Gli hippies californiani portavano scritto sulle loro giacchette la leggenda Frodo vive, e per alcuni registi cinematografici, l'adattamento al grande schermo si convertì in una vera e propria ossessione. Nemmeno lo stesso Kubrick riuscì a realizzarla.
Circa una ventina d'anni fa, Ralph Bakshi diresse una versione della prima parte, che mescolava immagini reali con cartoni animati ma non riuscì a riscuotere l'esito tanto sperato.
Attualmente -grazie anche alla tecnologia sempre più avanzata - si sta girando, quasi segretamente in Australia, una lunga versione divisa in tre parti che sicuramente ecciterà gli animi dei numerosi fanatici di questo grande scrittore.
In cosa consistette il "miracolo" di Tolkien? Semplicemente raccontando in modo unico, la fiaba di fate più lunga del mondo.
Tolkien ci narra tutto come se fosse la prima volta, anzi, molto più di quello che ci raccontarono la prima volta. Risponde a tutte le domande che i bambini si rivolgono quando ascoltano un racconto: come fosse, casa per casa, la città dei nani, come si chiamasse la spada del principe, quante aquile buone ci fossero, cosa mangiassero i maghi, cosa sia successo prima che iniziasse il racconto.
Sebbene Tolkien insistette spesso dicendo che Il signore degli anelli pretendesse solamente di intrattenere il lettore, è stato inevitabile incontrare alcune simbologie e propositi nascosti, riconosciuti dallo stesso autore. Il fatto che per esempio l'anello conferisca una serie di capacità e sia allo stesso tempo una fonte di corruzione, sembra una metafora del potere abbastanza trasparente. Il signore degli anelli è uno spazio completamente morale.
Per commentare, non i possibili significati, bensì la ricchezza degli argomenti di questo straordinario romanzo, ci vorrebbero centinaia e centinai di pagine.
In questa rubrica ci limitiamo a dire che Il signore degli anelli fu l'opera del poprio autore.
Chi era J.R.R.Tolkien il cui nome è rimasto associato alla sua opera come Swift a Gulliver, Carrol a Alice nel paese delle meraviglie e Cervantes al don Chisciotte?
John Ronald Reuel Tolkien nacque nel 1892 a Bloemfontein in Sudafrica e dopo soli tre anni si stabilì in Inghilterra. Già da bambino cominciò a sentire l'amore per le lingue. Si laureò ad Oxford, partecipò alla Prima Guerra Mondiale e fu professore di letteratura anglosassone. Nel 1937 pubblicò Lo hobbit, il quale esito fece che il suo editore gli chiedesse una pronta continuazione ma dovranno trascorrere diciassette anni prima dell'apparizione del primo volume de Il signore degli anelli.
Nel 1972 ricevette la Croce dell'Impero Britannico e l'anno seguente morì lasciando incorretta la sua grande opera mitologica Il Silmarillion.
Il proposito con il quale scrisse Il signore degli anelli lo precisò lui stesso in una lettera: "Da bambino mi resi subito conto della povertà del mio amato paese: non aveva una storia propria o perlomeno della qualità che cercavo e trovavo solo negli altri paesi. C'erano le storie greche, celtiche, neolatine, germaniche, scandinave e finniche ma nulla di inglese che non fossero racconti abbastanza poveri di fantasia per i bambini".
Anche in Italia, appena dopo la pubblicazione del libro, ci si accorse della Tolkienmania. Come succede in questi casi, si pubblicarono testi indiscriminatamente molto diversi. Malgrado ciò, alcuni mostrarono l'attitudine dell'autore per il racconto breve, così come il suo senso dell'umore.
Tolkien era già un autore di culto. Da quando apparì il romanzo, si sono pubblicate enciclopedie illustrate, album fotografici e calendari.
Nel 1994 si fondò la Società Tolkieniana Italiana, dedicata ad investigare l'intera opera. Ogni anno si celebra una gran festa e si stampano due semestrali (Terra di Mezzo e Minas Tirith) e un mensile (L'eco della contea).
La Tolkienmania sembra essere garantita per molti altri anni e come disse lo stesso George Steiner "Il signore degli anelli sarà per sempre come una coerente mitologia di un'autenticità universale creata in pieno ventesimo secolo". Tolkien vive.

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