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ACROBAT PDF
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Una Parigi vitale, ma crudele, fa da sfondo agli ultimi istanti di vita del protagonista. In attesa dell’ultimo metro del destino, il tempo si dilata, le emozioni si amplificano, finché, all’improvviso, tutti i ricordi ridivengono vita. Relatività della dimensione temporale e assolutezza dei sentimenti narrati dall’autore si scontrano in una vicenda umana drammaticamente intensa e impreziosita da richiami letterari, cinematografici e musicali.
"Questa è una città in bianco e nero. Monet aveva torto" mi disse un giorno.
Poiché non sapeva suonare alcuno strumento, e di chiedere l’elemosina come un qualsiasi povero cristo non ci pensava neanche per sbaglio, per guadagnare qualche spicciolo Jerome, alle persone che affollavano i marciapiedi del binario 11, eseguiva dei "ritratti di versi" come era solito chiamarli lui stesso.
Poiché non sapeva neanche dipingere, piuttosto che dipingerli, i visi delle persone li scriveva. Al posto dei colori, parole. Per la maggior parte delle persone non era altro che un fenomeno da baraccone, ma per me era lo spirito poetico più autentico che avessi mai incontrato.
Un giorno gli chiesi di fare un ritratto per me.