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Novità!
La contessa Olga è una pianista di raffinata bellezza, le cui mani curate e perfette volano sui tasti, carezzandoli con passione.
Con l’incedere degli anni i segni del tempo destano domande e preoccupazioni, sino al momento in cui – inaspettatamente – scopre che le sue dita hanno particolari poteri: far scomparire le rughe, rassodare i tessuti, donare nuova luminosità al viso, appiattire ventri e tornire gambe! Olga sfrutta questo dono per incrementare gli affari al Salone di Bellezza di Colette, ma ben presto realizzerà come le sue mani fatate possano sanare mali ben più seri di una smagliatura.
Giovanni Nigro celebra le mani come uno dei mezzi di comunicazione più efficaci di cui l’uomo dispone, capaci non soltanto di esprimere emozioni e stati d’animo, ma anche di donare aiuto e conforto a chi ne ha bisogno. Un racconto toccante, senza per questo mancare di spirito e ironia, sull’immortalità dei gesti compiuti dalle mani, nella loro eterna bellezza.
«Olga posò sulla toletta il vasetto di crema ancora aperto, e aprì un tubetto di ammorbidente per le mani. Le congiunse su una goccia di crema, le intrecciò, le lasciò giocare tra loro come due cuccioli di gatto che si abbracciano, lottano, si strofinano, si scavalcano a vicenda. Poi le distese avanti a sé, e fece nuotare velocemente le dita nell’aria. Ecco la vera bellezza delle mani da pianista: la loro mobilità così espressiva, saper essere ballerine quando le altre sono papere, piume quando le altre sono magli, aristocratiche quando le altre sono plebee, delicate quando le altre sono callose, frementi quando le altre sono letargiche, fantasiose quando le altre sono torpide, fantasiste che inventano continui giochi di prestigio, quando le altre sono prevedibili massaie. Quando davano in TV i suoi concerti, Olga esigeva sempre una telecamera sulla verticale della tastiera, dedicata alle sue mani. Deplorava che anche al pubblico in sala non fosse concesso di incantarsi dietro le mani della pianista. Vederle levarsi in volo sulla tastiera, seguirle con migliaia di occhi ipnotizzati mentre si allontanano, sventagliano, riavvicinano, incrociano, ripartono in verticale, cabrano, planano, sfarfallano, precipitano sui tasti».