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CONCEPTS STORIA
AA.VV. , ARPANet

LIBRO
ISBN 978-88-7426-043-0
pp. 216, cm. 20x20
Prezzo di copertina: 15,00

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L’ispirazione è guidata dalle Muse, misteriose entità in grado di donare agli uomini la scintilla che, aiutata dalla creatività, dà vita a tutto ciò che è bellezza. La Storia, il fil rouge che lega le parole di questo volume è proprio, secondo Esiodo, una delle nove Muse: Clio, figlia di Mnemosine, dea della Memoria, e di Zeus.
La Storia, quindi, racchiude in sé due poteri: la conoscenza, che deriva dal ricordo, e una forza creativa, difficile da contenere, che reclama attenzione e devozione. L’unione di questi particolari aspetti genera l’urgenza a cui risponde la scrittura racchiusa da CONCEPTS-Storia. Le vicende storiche, i personaggi, i grandi eventi non fanno da sfondo silenzioso alle trame che si dispiegano in questi preziosi racconti e poesie, ma sono portatori di una verità che, per assurdo, non è mai unica.

Narrativa e poesia liberamente ispirata da:

La distruzione di Gualdo Tadino nel 1237, l’impresa di Bartolomeo Diaz nel 1488, l’Olandese Volante, Jack lo squartatore, i fatti di Aigues Mortes nella Francia del 1893, la seconda guerra mondiale, gli ultimi istanti della vita di Hitler, la liberazione, la fuga dei criminali nazisti verso l’America del sud, la tragedia di Ustica, i soldati italiani in Somalia, la sconvolgente scoperta del 14 giugno 2079.


«È una storia incredibile».
«È una storia che in quel momento non avrei mai creduto di poter raccontare. Stavo per lasciarmi andare. Nella mente non c’era spazio tra il mio corpo e questo marciapiede. Mai. Poi sentii un colpo improvviso».
Sgrana gli occhi e mima l’incredulità guardandosi intorno.
«Per ognuno di noi la vita ha un suono, o un odore, e per me ha la nota di una porta a vetri che sbatte. Un tonfo al cuore. I tedeschi, convinti che su quel terrazzo non ci fosse più nessuno, andarono via. Utilizzai tutta la forza che non sapevo di avere e mi tirai su. Esausto, presi il violino tra le braccia, mi gettai a terra e lo strinsi piangendo come si farebbe con un figlio morto. Rimasi così per più di venti ore aspettando la notte. Mentre esaudivo la prima, pensavo alla seconda silente promessa che avevo fatto al Maestro Italia»
«…»
«Piero, dove sei?» sussurra al suo petto.
«È una domanda che mi tormenta da più di sessant’anni. Finita la guerra, seppi che tutta la famiglia Italia era morta nei campi di concentramento. Solo Piero non era presente in quella lista».


(Tratto da “Respirarono” di Luca De Simone – Ispirato da il rastrellamento del 16 ottobre 1943 nel ghetto ebraico di Roma)





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