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Sono le opere di alcuni tra i più grandi maestri dell’arte ad essere ispirazione di questa raccolta di racconti. Narrazioni che nascono da un’immagine, da un colore, da una figura dipinta o solo tratteggiata, da una litografi a realizzata a china, da una stampa poster o ancora da un busto intagliato nel legno. Van Gogh, Goya, Utamaro, Sisley, Mucha, Munch sono alcune tra le fonti a cui Maria Grazia Mezzadri Cofano ha attinto per fare emergere dall’opera ciò che la sola vista non può cogliere, perché va oltre le forme.
Ed è così che si plasmano storie, aneddoti, sentimenti, quadri narrativi che regalano una diversa profondità alle immagini scelte come muse ispiratrici.
“Da Bruegel a Basquiat: ritratti da un mondo segreto”, che si vanno però svelando, pagina dopo pagina, offrendo nuove prospettive per penetrare nei misteri dell’arte. E dell’umano sentire.
«Era bellissimo. Ero attratta da lui e forse dalle sue diversità. È probabile. Lui mi voleva accanto, come non aveva mai fatto prima con nessuna donna. Sentivo che mi esibiva. A Parigi, in Italia, negli ambienti norvegesi. Mi compiacevo anch’io di essere esibita, accanto a lui. Mi lusingava quando mi dipingeva: i capelli rossi, gli occhi grandi, le braccia lunghe, i seni pieni. Sono stata madonna e prostituta. Era eccitante, molto eccitante rivedermi sulla tela. Ma non ho potuto reggere a lungo. Dirsi addio e ritrovarsi, in un alternarsi fatale, senza un senso, senza un principio e una fine, come se fosse ineluttabile: è durato per qualche anno. Stavo organizzando il nostro matrimonio, quando scappò. Ritornò e io mi feci di nuovo catturare».
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