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CONCEPTS MUSICA
AA.VV. , ARPANet

LIBRO
ISBN 978-88-7426-015-7
pp. 282, cm. 20x20
Prezzo di copertina: 14,00

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Una nota, un ritmo, un motivo che invade la mente, e di cui non riusciamo a liberarci, l’eco di un frammento di vita intensa ci sorprendono intenti a canticchiare ad occhi chiusi, e mettono in moto gli ingranaggi della scrittura. Sono i suoni apparentemente dimenticati quelli che prima o poi tornano, si affacciano sull’anima e innescano un meccanismo creativo assai sfaccettato. Ed ecco che la musica, nel suo ruolo di musa ispiratrice, genera spirali mortifere e riflessioni sul senso della vita come mistero eterno. Prende per mano lo scrittore e lo conduce verso territori noir, carichi di tensione e di intrecci narrativi concentrici e spesso irrisolti.Permeano le pagine la nostalgica analisi del passato ed il tentativo di trovare un senso nel presente, per poi affrontare ciò che sarà domani…

Narrativa e poesia liberamente ispirate da:

La fabbrica di plastica di Gialunca Grignani, The Koln Concert di Keith Jarret, Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi, Un po’ dei nostri tempi migliori dei Pooh, Inverno di Fabrizio De André, Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini, Valley of the innocents di Chris Withley, Fire on Babylon di Sinead O’Connor, L’isola che non c’è di Edoardo Bennato, Nevermind di Kurt Cobain, The Wall dei Pink Floyd, I say a little prayer for you di Aretha Franklin, Rawpower di Iggy Pop.


« I demoni del mio presente di bambina non potevano salire sulla barca; nemmeno potevano avvicinarsi. C’era l’acqua a proteggerci. Il mare, nelle mie fantasie, era il custode segreto di forze misteriose. Mare che avevo toccato con le mani una sola volta fino a quel momento, ed era successo l’estate precedente, quando zia Martina aveva invitato tutta la famiglia a recarsi in visita da lei, a Rostock, per presentarci il suo nuovo compagno, un assicuratore danese di nome Bjarne. Non ricordo null’altro di quell’episodio, tranne la sensazione di smarrimento e magia che provai sulla spiaggia, nell’inutile tentativo di delimitare i confini di tanta immensità. La sabbia tra le dita, il vento nei capelli, la schiuma delle onde che spariva in un attimo, subito rimpiazzata da altra schiuma e altre onde. Forse fu quel giorno, quell’unico giorno di mare, ad inculcarmi il seme della barca. ».

Tratto da Duecentostile di Remo Borgatti ispirato da The Wall dei Pink Floyd





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